Truffa della targa clonata: il falso poliziotto che vuole controllare gioielli e contanti

Sta circolando una truffa particolarmente odiosa, perché sfrutta la paura, il rispetto verso le forze dell’ordine e la buona fede delle persone.

Il meccanismo è semplice, ma molto efficace.

La vittima riceve una telefonata da un presunto poliziotto, carabiniere o appartenente alle forze dell’ordine. Il finto agente racconta che l’auto della persona, o di un familiare, avrebbe la targa clonata e sarebbe stata coinvolta in furti, rapine o altri reati.

A quel punto parte la messinscena.

Il truffatore spiega che sono in corso indagini e che, per verificare alcuni elementi, sarebbe necessario controllare i beni presenti in casa: gioielli, oro, contanti, oggetti di valore o ricordi di famiglia.

In alcuni casi viene detto che quei beni devono essere “confrontati” con la refurtiva recuperata. In altri casi viene raccontato che devono essere messi “al sicuro” o consegnati temporaneamente a un incaricato.

Ovviamente è tutto falso.

Come funziona la truffa

Di solito la telefonata segue uno schema preciso.

Prima ti mettono in allarme con una notizia grave: la tua targa sarebbe stata clonata.

Poi collegano la vicenda a furti o indagini, così da rendere tutto più urgente e credibile.

Dopo averti spaventato, ti chiedono se in casa hai gioielli, oro, denaro o altri oggetti di valore.

Infine ti comunicano che passerà una persona a ritirarli o controllarli.

Quella persona non è un agente.

È un complice.

Una volta entrato in casa, o una volta ricevuti i beni, sparisce.

Perché funziona

Questa truffa funziona perché usa tre leve molto potenti: paura, autorità e urgenza.

La paura nasce dal sentirsi coinvolti in un’indagine.

L’autorità viene creata usando parole come polizia, carabinieri, targa clonata, refurtiva, denuncia, controllo.

L’urgenza serve a impedire alla vittima di ragionare, chiamare un familiare o verificare con calma.

Il truffatore vuole una sola cosa: farti agire subito.

E quando qualcuno ti spinge ad agire subito, soprattutto se ti chiede soldi o oggetti di valore, devi fermarti.

Cosa non fare

Non consegnare gioielli, oro, contanti o documenti.

Non aprire la porta a persone sconosciute che dicono di essere incaricate.

Non mostrare dove tieni oggetti di valore.

Non dare informazioni su cosa hai in casa.

Non restare al telefono seguendo istruzioni.

Non fidarti solo perché la persona usa un tono sicuro o parole da “forze dell’ordine”.

Cosa fare

Se ricevi una telefonata simile, riaggancia.

Poi chiama direttamente il 112 o il comando delle forze dell’ordine del tuo territorio, usando numeri ufficiali.

Non richiamare numeri forniti durante la telefonata.

Avvisa subito familiari, vicini e persone anziane.

Se qualcuno si presenta alla porta, non aprire e chiama immediatamente il 112.

Se hai già consegnato beni o denaro, denuncia subito l’accaduto e fornisci più dettagli possibili: numero di telefono, orario della chiamata, descrizione della persona, eventuale auto usata e qualsiasi informazione utile.

La regola da ricordare

Le vere forze dell’ordine non chiedono mai di consegnare gioielli, oro, contanti o oggetti di valore per fare controlli.

Non vengono a casa tua a ritirare beni “per confrontarli con la refurtiva”.

Non ti chiedono di mantenere il segreto.

Non ti mettono fretta al telefono.

Se qualcuno ti chiede gioielli o denaro con la scusa di un’indagine, non sta facendo il suo lavoro: sta cercando di derubarti.

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