Parliamo chiaro: l’antivirus non è un lusso. È igiene digitale.

Proteggere il proprio telefono o computer non serve solo a evitare problemi personali. Serve anche a non diventare, senza saperlo, un pezzo del problema per gli altri.

Quando un dispositivo viene infettato, non sempre “si vede”. A volte continua a funzionare quasi normalmente, ma intanto può inviare spam, rubare dati o essere usato da criminali dentro una rete di dispositivi infetti controllati a distanza, cioè una botnet. Europol spiega proprio che le botnet sono reti di dispositivi infettati con malware che gli attaccanti possono comandare senza che il proprietario se ne accorga. L’FBI ha anche segnalato casi recenti con milioni di dispositivi compromessi nelle case.

Quindi la regola è semplice: se proteggi te stesso, proteggi anche gli altri.

Un antivirus gratuito è meglio di niente. Su Windows, per esempio, Microsoft Defender è già integrato e offre protezione in tempo reale insieme ad altri strumenti di sicurezza del sistema. Ma fermarsi al “meglio di niente” non è sempre la scelta più furba.

Oggi una protezione a pagamento, per uso domestico, spesso non costa cifre folli. Per capirci: 40 euro l’anno sono circa 3,33 euro al mese, cioè poco più di 11 centesimi al giorno. E sul mercato ci sono davvero abbonamenti annuali che stanno in quella fascia o poco sopra: per esempio Bitdefender in Italia mostra offerte intorno a 49,98 € il primo anno per 5 dispositivi, mentre ESET pubblicizza piani da 59,99 € per 3 dispositivi / 1 anno.

Tradotto: per molte famiglie stiamo parlando di una spesa piccola rispetto al danno che può arrivare da un account rubato, una carta compromessa, un PC bloccato o un dispositivo usato dai criminali a tua insaputa. ()

La sicurezza digitale non è paranoia.

È manutenzione di base.